S.E.R. MONS. FRITZ-RENÉ MÜLLER
VESCOVO-DELEGATO PER L´ITALIA


 

MARIOLOGIA

LA NOSTRA MARIOLOGIA CHE CONDIVIDIAMO CON LA CHIESA ORTODOSSA

ORTODOSSI-VECCHI CATTOLICI

Le relazioni bilaterali tra ortodossi (Chiese di tradizione bizantino-slava) e vecchicattolici (noti anche come Chiesa dell’Unione di Utrecht) risalgono già al XIX secolo, e si articolano in cinque fasi. Il documento di cui riportiamo un ampio brano fa parte dell’ultima fase (anni 1973-1987) in cui si raggiunse un sostanziale accordo su tutti i punti discussi.

 

1977

La Chiesa confessa che in Gesù Cristo la natura divina e quella umana sono unite in una ipostasi. Di conseguenza essa riconosce anche che la santa vergine Maria non ha dato alla luce solo un essere umano, ma l’uomo-Dio Gesù Cristo, e che quindi è veramente Madre di Dio, come era già stato definito dal Concilio ecumenico III e riaffermato dal Concilio ecumenico V. Secondo San Giovanni Damasceno, la designazione Madre di Dio “abbraccia l’intero mistero del piano di salvezza”. (1)

In virtù della sua potenza divina il Figlio di Dio ha assunto nella Vergine Maria l’intera natura umana, corpo e anima, poiché la virtù dell’Altissimo ha steso la sua ombra su di lei e lo Spirito santo è sceso su di lei. In tal modo il Verbo si è fatto carne. Mediante la maternità vera e reale della vergine Maria il Salvatore si è unito al genere umano.

Esiste un rapporto intrinseco fra la verità dell’unico Cristo e la verità della maternità di Maria, “[…] poiché vi ebbe luogo una unione di due nature: perciò confessiamo un unico Cristo, un unico Figlio, un unico Signore. In armonia con questa concezione dell’unione senza confusione confessiamo che la santa Vergine è Madre di Dio, poiché Dio il Verbo si è fatto carne e uomo , e in virtù del’incarnazione ha unito a sé il tempio preso da lei.” “Insegnamo unanimemente a confessare l’unico e medesimo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo… Colui che secondo la divinità è stato generato dal Padre prima del tempo, egli stesso (è nato) secondo l’umanità negli ultimi giorni per noi e per la nostra salvezza dalla Madre di Dio, Maria.”

Poiché la Chiesa confessa Maria come Madre di Dio, lei, il cui parto è secondo Sant’Ignazio di Antiochia “un mistero che grida ad alta voce”, essa onora anche la sua perpetua verginità. La Madre di Dio è sempre-vergine poiché essa ha generato Cristo in maniera misteriosa e ineffabile. I padri del Concilio ecumenico IV affermano nella loro allocuzione all’imperatore Marciano: “I padri hanno proclamato con esattezza la benedizione dell’incarnazione: così come il mistero del piano di salvezza è stato preparato dall’alto nel seno della madre, così la Vergine viene detta Madre di Dio a causa di colui che anche dopo la sua gravidanza le ha dato la verginità e ha sigillato il suo corpo in una maniera gloriosa, come è stata veramente detta Madre a causa della carne del Signore di ogni cosa, che viene da lei e lei diede a lui”. Il Concilio ecumenico VII afferma nella sua decisione: “Confessiamo le due nature di colui che per noi si è fatto carne dalla pura Madre di Dio e sempre-vergine Maria”. Come dice Sant’Agostino: “Egli è nato dallo Spirito santo e dalla vergine Maria. E anche la sua nascita umana è a un tempo umile ed elevata. Come mai umile? Poiché è nato come uomo da uomo. Come mai elevata? Perché è dalla Vergine. Una vergine ha concepito, una vergine ha dato alla luce ed è rimasta vergine anche dopo la nascita”.

Perciò la Chiesa onora in maniera del tutto speciale la Vergine Madre di Dio, ma “non come Dio, bensì come la Madre di Dio secondo la carne”. Sebbene la Chiesa rivolga a Dio, per la redenzione avvenuta in Cristo e per i suoi benefici, quella adorazione che è propria della natura di Dio soltanto, essa onora al tempo stesso anche la Madre di Dio in quanto vaso di elezione dell’opera di salvezza, come colei che con fede, con umiltà e con ubbidienza ha ricevuto la parola di Dio, come la porta attraverso la quale Dio è penetrato nel mondo. La Chiesa la chiama benedetta, la prima fra i santi e la pura serva del Signore e le attribuisce una relativa esenzione dal peccatoi per grazia dal momento in cui lo Spirito santo è sceso su di lei, poiché l’unico che è assolutamente libero dal peccato per natura è Gesù Cristo nostro salvatore.

La Chiesa non riconosce i dogmi recenti di una concezione immacolata e di una assunzione corporea della Madre di Dio in cielo. Celebra però l’ingresso della Madre di Dio nella vita eterna e osserva con solennità il giorno della sua dormizione.

La Chiesa onora la Madre di Dio anche come interceditrice per gli uomini presso Dio, ruolo che le compete in virtù della sua posizione eccezionale nel piano di salvezza. La Chiesa distingue però l’intercessione della Madre di Dio dall’unica e irripetibile mediazione di Gesù Cristo: “Perché uno solo è il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Gesù Cristo.” “Manifesta, tu che sei misericordioso, il tuo amore per gli uomini; ricevi colei che ti ha generato, la Madre di Dio, che intercede per noi e salvam tu che sei la nostra salvezza, il popolo che non ha dalvezza.” “O Dio… che concedi a tutti noi di partecipare alla vita di tuo Figlio nella comunione con la vergine Maria, la santa Madre di nostro Signore e Dio… e con tutti i tuoi santi, guarda alla loro vita e morte e ascolta la loro intercessione per la tua Chiesa sulla terra.” […]

Tale è l’unica fede che noi professiamo nel mistero di Cristo. Le controversie del passato hanno condotto ad anatemi pronunciati nei confronti di persone o di formule. Lo Spirito del Signore ci accorda di comprendere meglio oggi che le divisioni così verificatesi erano in larga parte dovute a malintesi.

(Dichiarazione comune)

(1) Questione dibattuta negli anni intorno al Concilio di Efeso del 431 e risolta con la condanna di Nestorio e l’affermazione della legittimità del titolo mariano Theotokos.